I miei racconti … insoliti! … di tutto di più!


Si volta pagina, si apre un nuovo capitolo.

La storia la racconta ancora una volta Paolo Crespi.
Uno zuccone testardo. Cocciuto, a volte arrogante quando vuole ottenere a tutti i costi qualcosa contro il nostro volere di genitori. Insistente, tenace, a volte al limite della sopportazione, al limite della pazienza. È come il rumore fastidioso della goccia che cade nella notte e non ti fa prendere sonno, il martello pneumatico dell’operaio che fora l’asfalto in strada.
Lui è così. Quando vuole qualcosa non cede. Ti si "attacca ai pantaloni" come un piccolo cane inferocito che non molla la presa. Come un "gatto attaccato ai maroni" per dirla in modo spiritoso.
I medici, poco più di un anno fa, durante un colloquio prima dell’intervento di ricostruzione di ginocchio avevano emesso una terribile sentenza: "Paolo non potrai più giocare a basket !" Un tonfo al cuore. Lui, non ha mai smesso di seguire la sua squadra, i suoi compagni, quella del Venegono, nemmeno quando calvo per le chemioterapie, nemmeno quando "bianchi" e neutrofili non lo permettevano perché con valori troppo bassi.
Cecco Vescovi gli regala la maglia ufficiale della Cimberio, la numero 18, il suo numero col nome inciso sulla schiena "Paolino". Quella maglia che non potrà mai usare su un campo da basket.
Ma lui non molla e quando si ritrova sul parquet con gli amici del basket scarica "bombe" da tre mirando il cesto. Nella primavera del 2008, prima della malattia, era il più alto della squadra, oggi lo cerco con gli occhi in mezzo a quei giganti e mi rendo conto che il suo metro e 75 non basta più. Lo vedo palleggiare, con la camminata ciondolante dei ragazzi dei nostri tempi con i pantaloni calati sotto il sedere. Non lo potrò più vedere correre su quel parquet.
Anche Barbara d’Urso gli ricorda durante l’intervista a Canale 5 che non potrà più giocare a basket. Un altro tonfo al cuore, sopportato "sembrerebbe" alla grande. Ma lei questa cosa se la poteva risparmiare ho pensato io. La trasmissione è stata vista da milioni di persone e tra queste Davide D.T che mi contatta su FaceBook.
" … Tuo figlio ha grinta ed entusiasmo da vendere, nonché un coraggio da invidiare.
Arrivo al dunque perché spero di potervi incontrare di persona. Paolo ha detto che NON PUO’ PIU’ GIOCARE a basket per il "problema al ginocchio"… problema? Paolo deve tornare a giocare! Come?
Hai mai sentito parlare della Briantea84? È una SOCIETA’ SPORTIVA per atleti diversamente abili, spero che il termine diversamente abili non ti spaventi ma credo e spero di no …"
Ed eccoci qui a raccontare questo "nuovo" … primo allenamento nel PalaFamila di Seveso, su un parquet, vero con i canestri. Rivedo con grande emozione il mio Paolo "correre" su quel campo da lui tanto desiderato. Con gli occhi un po’ lucidi lo vedo zigzagare tra i birilli per imparare a smarcare gli avversari. Sfreccia veloce come se non fosse la prima volta. Il tiro è un po’ arrugginito ma Alfredo, il presidente della Briantea84, ha detto che porterà dello "SVITOL" e tutto si risolverà. Ha grandi progetti per lui …
Lui quella maglia, regalata dal Cecco, la numero 18 con la scritta Paolino l’ha indossata "correndo" nuovamente su un campo di basket, ed io che non ci avevo creduto!
Permettetemi di dire che mio figlio è un "mito", un grande.
 

Lunedì di fuoco quello di ieri.

Solita levataccia, all’alba, fuori c’è la nebbia, fa molto freddo (-4); i prati, gli alberi sono tutti imbiancati, coperti da una brina gelata, sembra nevicato … sembra o ha nevicato? Nemmeno il gallo ha osato mettere il naso fuori dal pollaio per dare la sveglia. Mica è scemo quello … se ne sta al calduccio sotto la calda pezza … lui!

Sono le 7.30 e … noi … Paolo ed io … dobbiamo andare a Milano, non per i soliti controlli, questa volta ma perché lui è stato invitato ad Assago al Mediolanum Forum per la manifestazione Brillanti Menti.
L’evento è dedicato ai giovani lombardi che si sono distinti nello studio con ottimi risultati nell’anno scolastico ‘08/’09. Come arrivare? Nel sito ufficiale si legge:" Il Mediolanum Forum è situato a tre chilometri dalla città e si raggiunge velocemente con il tratto iniziale dell’autostrada Milano-Genova".

Venegono … Assago Distanza: 53 km Di cui 32 km su strade a scorrimento veloce … Durata : 0h45 questo in teoria.
Velocemente? E meno male era velocemente … tempo effettivo impiegato? Tre ore!
Quando arriviamo, l’evento è bell’è iniziato da un’ora e mezza. Siamo quasi gli ultimi di 14.000 persone e quindi ci tocca una mega sala con altrettanto mega schermo! Cavolo tutta sta fatica per assistere all’evento come al cinema? Ma è stato comunque molto gratificante e ci siamo anche divertiti con le gag di comici del calibro di Giovanni Vernia, quello di OOH … "TI STIMO FRATELLO" … "ESSIAMONOI … ESSIAMONOI il paradiso siamo noi!" … uno spasso.

Poi l’incontro con il Presidente Roberto Formigoni e con gli ospiti: Emma Marcegaglia, Presidente di Confindustria e Riccardo Muti, direttore d’orchestra che dispensano "pillole" di saggezza.

È ormai la una e la fame comincia a farsi sentire e il delizioso salmone dell’IKEA ci aspetta. Polpettine con la marmellata di mirtillo o salmone all’aneto? Siamo combattuti, ma vorremmo evitare conati di vomito e quindi meglio il tenero pesce rosa. Dopo aver pappato e poi girovagato tra il labirinto del magazzino, (ne esci solo se segui le frecce bianche e blu sul pavimento altrimenti rischi di non trovare l’uscita) acquistato qualche sciocchezza; arriviamo alla cassa … davanti a noi un signore "stravagante" ha un carrello che trabocca di candele enormi e sferiche, quasi non ci stanno dentro, le posa sulla cassa le contiamo una a una e sono … 150!
Ci guardiamo negli occhi … ma che se ne farà mai? Ha speso un capitale in candele …
 
Ancora perplessi usciamo dal negozio e dal traffico di Milano e ci dirigiamo verso casa.

Non possiamo evitare , però, di passare da Melissa a Uboldo, il suo ricordo, il suo sorriso è ancora molto vivo dentro noi. La sua foto, appoggiata sul cemento grigio della sua tomba provvisoria tra i fiori, ci commuove molto. I suoi occhi ci guardano e il suo sorriso ci riempie di gioia. Sentiamo quasi la sua presenza, il battito delle sue ali, si perché lei ora è … l’angelo più bello!


Verba volant, scripta manent!

" Sono le 20, sono steso sul tappeto di casa e sto facendo, brontolando come una pentola di fagioli, un po’ di Kinetec la terapia passiva per piegare il ginocchio, obbiettivo: piegare, piegare, piegare! "

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